21 editore

Dalla storia antica a quella moderna fino alle novelle pirandelliane. 21 editore chiude il 2018 con due libri da poco usciti in libreria: “La Rivoluzione americana”, tradotto da Umberto Tulli, per la collana Controstoria diretta da Giusto Traina e “La cavalleria nel mondo antico”, tradotto da Lucia Visonà, per la collana Aspettando i barbari anche questa diretta da Giusto Traina. Il 2019 si apre, invece, con un volume che raccoglie dieci novelle di Luigi Pirandello con un argomento comune: il mondo del diritto. In libreria a partire da gennaio, quindi, “Contro gli avvocati” per la collana di narrativa Nautilus curata dal professore Salvatore Ferlita.

21 editore la rivoluzione americana“La cavalleria nel mondo antico”
di Maxime Petitjean

Quando pensiamo agli eserciti dell’Antichità, la prima immagine che ci viene in mente sono le grandi armate di fanteria, gli opliti greci, i legionari romani. Ma in realtà anche la cavalleria ebbe un ruolo importantissimo nella guerra antica. Questo libro segue gli sviluppi della forza equestre attraverso i secoli. Nel mondo greco e a Roma, la cavalleria rappresentò assai spesso la forza in grado di decidere le sorti del combattimento. Essa conobbe un momento di grande splendore durante le campagne di Alessandro il macedone prima e nel Basso Impero romano poi, grazie all’integrazione di cavalieri di origini diverse che contribuirono a diffondere nuove pratiche belliche.

Le innovazioni a livello dell’armamento e dei finimenti assicurarono una sempre maggiore efficacia al combattente a cavallo. Una notevole attenzione viene qui dedicata agli aspetti
pratici: l’organizzazione delle unità combattenti, le procedure di arruolamento, la formazione di combattimento dei cavalieri. Non mancano infine le battaglie, dagli scontri dei cavalieri di Sargon contro l’esercito urarteo alla campagna di Alessandro in Oriente, dalle guerre puniche ai combattimenti contro le popolazioni “barbariche” in epoca tardoantica. La ricostruzione delle azioni della cavalleria, attraverso un’attenta analisi dei testi antichi, ci permette di seguire le tattiche messe a punto dai grandi generali dell’Antichità e di apprezzare l’incredibile polivalenza delle forze montate.

“La Rivoluzione americana”
di John Ferling

Autore di molti volumi sulla Rivoluzione americana, John Ferling narra, con uno stile avvincente, la storia incredibilmente complicata del progressivo abbraccio delle idee di indipendenza da parte dei coloni americani. Le opportunità economiche offerte dai vasti territori ricchi di risorse naturali spinsero i coloni a mettere in discussione la relazione con la madrepatria. Essi furono anche indispettiti dalla tassazione dovuta al cronico stato di guerra della Gran Bretagna, dall’obbligo di fornire soldati e dalla “fredda indifferenza” dell’Inghilterra per i loro “interessi vitali”.

Poco alla volta emersero alcuni leader passati alla storia come padri dell’indipendenza americana: il virginiano Patrick Henry, Samuel Adams di Boston, John Dickinson con le sue “Lettere da un contadino in Pennsylvania” e Benjamin Franklin, che si barcamenò tra le due parti in lotta schierandosi alla fine con i rivoluzionari. Il popolo si mobilitò organizzando e addestrando milizie, accentuando l’egualitarismo e le pratiche di autogoverno. Le ostilità contro la Gran Bretagna provocarono un “odio radicato” per la madrepatria e un “crescente senso di identità come americani”, sebbene il risultato finale della lotta che infuriava non fosse affatto scontato. Per molti anni, l’esito della sanguinosa guerra rivoluzionaria rimase incerto, finché l’intervento della Francia e di altre potenze europee al fianco dei rivoluzionari e alcuni importanti successi militari decretarono l’indipendenza degli Stati Uniti d’America.

 

21 editore contro gli avvocati“Contro gli avvocati”
di Luigi Pirandello

Zeppe di avvocati e soprattutto di giudici, nelle pagine di questa raccolta, tratta dalle “Novelle per un anno” domina il tema della giustizia. Questi racconti mostrano chiaramente come per Pirandello la legge non sia che l’ennesimo intrico al quale si ricorre con tragica consapevolezza, perché quando ci si rivolge a un avvocato per far valere i propri diritti l’imbroglio è sempre dietro l’angolo. Da ciò ha origine l’atteggiamento sospettoso nei confronti della legge e la sfiducia verso la giustizia tipica dei siciliani, sempre pronti per ogni nonnulla ad attaccar questione e a ricorrere al parere di un legale.

Lo scrittore premio Nobel dà voce a questa inclinazione allineando nei suoi racconti situazioni spesso estreme o casi normalissimi; è così che viene fuori il rapporto particolarissimo che i siciliani intrattengono con il formalismo giuridico e le reazioni dinanzi all’emissione del giudizio, ossia la sentenza. In questa raccolta è quindi efficacemente condensata la concezione di Pirandello riguardo alla legge e al suo esercizio: il tribunale è un luogo in cui c’è spazio per tutto, tranne che per la pietà fraterna e per l’umanità. La giustizia, dunque, è intesa quale congegno indiavolato e ingranaggio disumano, che ispira apprensione e sfiducia.