Edizioni Leima

 

Edizioni Leima. Cosa significa essere editore indipendente oggi?
«Significa avere tanta passione per i libri e soprattutto nessuna velleità per quanto riguarda un ritorno economico. È inutile aspettare una mail con il prossimo best-seller da milioni di copie vendute, non piove mica dal cielo! Sarebbe bello, è ovvio, ma alla base del nostro lavoro ci sono onestà e trasparenza nei confronti dei nostri autori, e la voglia di consegnare al lettore un prodotto di alta qualità, sia in termini di forma che di sostanza».

Cosa significa essere editore indipendente a Palermo?
«Significa probabilmente avere il freno a mano tirato. Non tanto per la qualità delle opere che ci vengono sottoposte, perché adesso per fortuna ci arrivano da tutta Italia, ma per un problema di logistica. Siamo lontani dalle maggiori fiere e partecipare significa un esborso maggiore. Al momento, non abbiamo la possibilità economica che ci consenta di essere sempre presenti. Le fiere sono un momento molto importante, non solo per la vendita, ma anche per confrontarsi con le altre realtà e con il mercato estero. Un occhio oltre i nostri confini che è importantissimo per capire che direzione prendere».

C’è una citazione, un autore, un’immagine che rispecchia o è di ispirazione per il lavoro della casa editrice Edizioni Leima?
«Be’, per Einstein, “follia” è “fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. Noi pubblichiamo libri e aspettiamo che prima o poi in questo Paese si torni a leggere di più. Se ci consideriamo folli? Assolutamente sì!».

Scegliere un manoscritto: quali caratteristiche cercate in un autore?
«Più che in un autore, quello che valutiamo sono le sue parole. Se ci colpiscono e ci emozionano, allora è un sì. Questo per quanto riguarda la narrativa; per gli altri generi, le considerazioni sono più ampie. Per la saggistica cerchiamo l’idea originale oppure un nuovo e innovativo punto di vista; per la narrativa per l’infanzia un testo che abbia facile fruizione, ma soprattutto un messaggio importante. Anche per i libri di cucina cerchiamo approcci originali: in un oceano di proposte, tentiamo di fare il possibile per farci notare».

Qual è la stata la prima pubblicazione di Edizioni Leima? Perché la scelta è ricaduta su questo testo?
«Il nostro primo libro è stata una raccolta di racconti dal titolo “Certe strade semideserte“. Essendo appena nati abbiamo chiesto a otto autori di “tenerci a battesimo” e così è iniziato il nostro viaggio. Il sostegno che abbiamo avuto da parte loro è stato molto importante e lo è ancora adesso, così come l’affetto di quanti hanno riempito le nostre strade!».

Prossimo libro in uscita.
«In realtà ne abbiamo più di uno! Il 16 novembre arriva in libreria “Nella pelle sbagliata“, il romanzo d’esordio del fotografo Francesco Faraci, che ha messo su carta le emozioni che di solito imprime in una pellicola. Il 30 novembre, invece, “Mallory cambia casa” un libro per ragazzi dai 7 agli 11 anni di cui abbiamo comprato i diritti da una casa editrice americana. E per Natale, un libro di ricette e racconti molto particolare…»