Energia.0

Dopo le cinque pubblicazioni, Urban Apnea rilancia a distanza di un anno dallo stop la collana Energia.0 con un nuovo racconto in uscita, ma non solo: è alla ricerca di nuovi autori che sappiano “condividere il vuoto”, tema centrale della raccolta di racconti. Nell’intervista, gli editori Dario Emanuele Russo e Dafne Munro spiegano motivi che li hanno spinti a ideare una collana interamente all’energia del vuoto.

Energia.0: da cosa dipende la scelta del nome? Cosa significa?
«Utilizzando la definizione del fisico russo Sakharov, “L’energia di punto zero è un oceano di energia galleggiante, congelata in un quantum temporale, infinita come l’universo”. In termini spiccioli si potrebbe definire l’energia nascosta del “vuoto” che, al contrario di quanto si possa pensare, è una fonte potenzialmente infinita. Il vero problema risiede nel riuscire a riconoscerla, e poi ad utilizzarla».

Il vuoto del mondo moderno è il tema della raccolta. Cosa si intende? Quale il messaggio?
«Nel mondo di oggi, così interconnesso, relazionale, ibridato, il senso di vuoto, del distacco e della solitudine può essere considerato la nuova “peste” sociale e dello spirito, la massima espressione del terrore. In realtà, si tratta di un panico indotto, politico, forzatamente gerarchico, perché, quando si smette di combatterlo e respingerlo e invece lo si accoglie e lo si assorbe fino a renderlo amico, si accede a una fonte di energia sconosciuta e imprevista. A quel punto molte paure possono affievolirsi o perfino dissolversi nel vuoto».

La collana intende proporsi come una provocazione? Quanto è “vuoto” oggi il mondo moderno?
«In fin dei conti, il più grande “vuoto” del mondo moderno è rappresentato proprio dalla paura del vuoto. Il grande distacco dalla paura del distacco. La grande solitudine, dalla paura della solitudine. Sostituendo la “paura” con “l’accettazione” o perfino con la “la collaborazione” si ruota la bussola e tutto potrebbe assumere un senso nuovo e diverso. Il vuoto in realtà è una fonte complementare e molto desiderosa di essere sfruttata. C’è bisogno di rappacificarsi».

Quando avete lanciato la collana, quale filone di pensiero vi ha ispirati? Quali autori?
«Probabilmente qualsiasi idea in grado di incorporare in modo lucido una fetta del mondo di oggi e anche di quello del prossimo domani. Per Dario Emanuele oggi l’autore che più di tutti riesce in questo processo è Don De Lillo, e non vuole dire necessariamente che sia lo scrittore migliore della nostra generazione (lasciamo le gerarchie ai critici letterari), ma quello che meglio ne interpreta il pensiero. “Oltre la linea bianca” di Domenico Caringella è vagamente ispirato a Zero K.
Per Dafne uno come Moresco, cioè uno che non trovi nei social, che scrive soprattutto a mano e che forse non ha neanche un cellulare, ma che al tempo stesso descrive il nostro tempo come pochi, insomma uno che con il “vuoto” ci va a nozze. Il suo ultimo libro “Canto d’Arco” sembra l’osmosi definitiva tra la vita e la morte. Una definizione che potrebbe ben adattarsi anche alla natura del “vuoto”.

Valentina-di-Cesare-le-strane-combinazioni-che-fa-il-tempo_1Quale, tra i racconti già pubblicati, ha riscontrato maggiore successo?
«Sono andati bene “Mekvle” di Maurilio Mangano, con cui abbiamo organizzato due bellissime presentazioni al Bar Garibaldi di Massimiliano e al cinema Rouge Et Noir (un vero successo!) e “Le strane combinazioni che fa il tempo” di Valentina di Cesare, che adesso ha fatto un bel salto ed è approdata alla casa editrice nazionale Arkadia».

Energia.0 è pronta per ospitare nuovi autori: quali requisiti cercate? Lasciate il vostro “appello”.
«Esattamente! Dopo un anno di stop riapriamo questa collana e ripartiamo a metà novembre con “Amico, ti aspetto” di Sal Ferranti, un racconto davvero straniato e misterioso. Molto schiettamente cerchiamo autori che non ci facciano annoiare, che sappiano affrontare il mondo, o per lo meno deriderlo, analizzarlo o stigmatizzarlo, qualsiasi cosa purché non ci raccontino sempre le elucubrazioni del loro ombelico. Insomma qualcuno in grado di uscire dal proprio guscio, e combattere. Qualcuno in grado di condividere il vuoto».