Cinque ultime uscite della casa editrice palermitana Antipodes: tre romanzi, un volume della collana Diari e un libro per bambini. Tra le identità multiple del protagonista del romanzo di Lucia Borgia, quello di Annarito Pizzo che dà voce ad una storia ‘imprigionata’ che finalmente si schiude e il chirurgo dimesso dallo sguardo profondo di Mario Grasso che affronta un importante intervento. Simona Burgio, invece, racconta una quotidianità divertente tra riflessioni serie e semiserie, in un’onda introspettiva che forse è identica a quella di tutti. Infine, le poesie e le filastrocche di Germana Bruno che, insieme alle illustrazioni di Alessia De Falco, vuole trasmettere ai più piccoli (e forse un po’ anche ai grandi) l’importanza delle piccole cose e del rispetto verso il prossimo: il valore del fare, del dire e del costruire.

 

Un puro nulla“Un puro nulla”
di Luca Borgia

Mi chiamo Sante Borgia. Mi sono sempre chiamato così. Eppure ho avuto mille identità, ho vissuto mille vite. In dieci anni di giri gratuiti sulla giostra del precariato salariale sono stato il venditore truffaldino di opuscoli contraffatti sulla normativa delle Entrate,e poi operatore di un call center che spacciava boccioni di vini sfusi a cirrotici terminali; ho lavorato in una fabbrica anacronistica con tre centri di produzione sempre inceppati; ho consegnato missive pubblicitarie senza mittente né destinatario, su e giù per le strade della mia città fabbrica smemorata; sono stato archivista in una scuola paritetica di alieni, una volta, e last but not least arruolato per formulare visual boards, cucinare spaghetti charts, preparare A3 reports e protocolli lean manufacturing, tutti i tools che trasformeranno lo shopfloor produttivo del mondo in un paradiso ritrovato in cui tutti noi lavoreremo di più, ma in compenso guadagneremo di meno. Si potrebbe pensare che io stia inventando di sana pianta tutta questa storia allucinante. Alla meglio, che stia tingendo la realtà con i colori della mia fantasia perversa.
Invece no. Non è così. Non invento niente. È tutto vero.

 

 

La bambina volante

“La bambina volante”
di Annarita Pizzo

«Ho capito che le storie sono come le persone: alcune si perdono come foglie che cadono in autunno mentre altre ti arrivano diritte al cuore e non le puoi più lasciar andare. Esistono storie narrate, altre vissute, altre semplicemente lette; ma sento che questa è rimasta lì, imprigionata nel mio cuore per sempre.»

 

 

Il chirurgo che amava le orecchiette“Il chirurgo che amava le orecchiette”
di Mario Grasso

Angelo aveva poco più di vent’anni quando la Signora Nera l’aveva falciato con un’auto di grossa cilindrata, disarcionandolo dalla sua moto. Nel suo portafogli fu trovata una tessera che lo qualificava come donatore consapevole e dei suoi organi beneficiarono altri due giovani, Marco e Alice. Quest’ultima diventa protagonista di un trapianto pieno di incognite, mai tentato in precedenza. Un trapianto acclamato dalla comunità scientifica ma condannato dalla Santa Sede che lo bolla come un ‘tentativo dell’uomo d’imitare Dio’. L’intervento è effettuato da un chirurgo dall’aria dimessa, sguardo profondo e mani da virtuoso del violino, ritenuto un po’ strambo per il suo scarso interesse verso le alleanze e le relazioni utili alla carriera. Un uomo di scienza e non di potere.
Attraverso un profondo lavoro psicologico su ciascuno dei personaggi, l’autore riesce a coinvolgere il lettore trasportandolo nella trama, nella crescita del sapere scientifico e nel fascino del trapianto consistente nella sua capacità di far nascere una seconda volta una persona la cui vita è stata compromessa dalla perdita di funzionalità di organi vitali. Ma, soprattutto, facendogli vivere prospettiva di una chirurgia in grado di aiutare l’organismo ad auto-ripararsi. Una storia di alta qualità, fluida e commovente, ricca di colpi di scena, che cattura l’attenzione dalla prima pagina all’ultima parola.

 

Insomnia“Insomnia di esse”
di Simona Burgio
in copertina “Lunae” di Marta Macedonio

Divertente, non convenzionale a tratti esilarante. Poche precise pennellate catturano momenti di quotidianità ed innescano profonde riflessioni serie e semiserie con un pizzico di sicilianità.
Dal 2013 all’Anno Zero. Scrivo di notte, perché la notte mi ha sempre dato tutto quello che chiedevo e volevo sentire. Perché la mia storia è un po’ come la tua. Anche tu avrai un’amica che è nata gialla! O quell’amico che conosci da quando le tartarughe ninja videochiamavano. Con lui hai smezzato non sai quante sigarette. Ma adesso hai smesso. Io ho smesso di botto, una mattina di maggio, senza un motivo assolutamente apparente. Non fumo più, ma il mio amico c’è sempre e batte la sigaretta per scrollare la cenere, in quel modo che mai sono riuscita ad imparare. La mia storia è uguale alla tua, per certi versi identica. Forse.

 

fare dire costruire“Fare, dire, costruire”
di Germana Bruno,
illustrazioni di Alessia De Falco

È una raccolta di poesie e filastrocche per bambini e per tutti quelli che si occupano di loro e della loro educazione, ma anche per tutti i grandi che hanno ancora vivo nel cuore quel fanciullino capace di far amare ed apprezzare le piccole e semplici cose della vita. “Fare, dire, costruire” sono le tre indispensabili azioni che aiutano a crescere e per questo, in ogni composizione, vengono messi in risalto tanti di quei valori e principi che devono guidare ed indirizzare ogni scelta, ogni momento della nostra vita. “Fare” con la consapevolezza di ciò che si fa, che sia sempre qualcosa di buono e sempre nel rispetto degli altri, saper “dire” a sé e agli altri per capire e far capire il senso di ciò che si fa perché ogni azione abbia valore e non sia inutile o addirittura dannosa e, infine, “costruire” da sé, con gli altri, per sé e per gli altri, qualcosa di saldo, duraturo e utilizzabile per il bene comune.